“Fratelli d’Italia non è filo-Usa. Ma con Trump tanto in comune”

Fratelli d’Italia e gli Usa. Giorgia Meloni e Donald Trump. Intervista di Affaritaliani.it a Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI al Parlamento Ue

Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, è uno dei proconsoli di Giorgia Meloni nei rapporti con l’estero… Allora è vero che Trump ha mollato Salvini e punta tutto sulla leader di Fratelli d’Italia?
“Ho letto anch’io qualche retroscena. Francamente non solo non ne ho notizia ma ritengo che la questione sia mal posta. Noi abbiamo come stella polare l’interesse nazionale, non siamo filo-americani, filo-russi o filo-cinesi. L’unico filo che abbiamo è quello che ci lega agli interessi del popolo italiano. Poi certamente questi possono convergere di volta in volta con le posizioni di altri governi”.

Non sia reticente… ci sarà qualcosa che vi unisce a Trump?
“Sicuramente c’è una consonanza culturale su alcuni temi. Giorgia pochi mesi fa è stata l’unica ospite italiana al CPAC, la più grande conferenza dei conservatori americani, dove abbiamo registrato una grande sintonia sui valori dell’identità nazionale, della famiglia, del contrasto alle migrazioni illegali e della salvaguardia della produzione interna. D’altra parte sicuramente Donald Trump è un pugno nello stomaco dei globalisti di tutte le latitudini”.

C’è dell’altro?
“Mi viene in mente il nostro sostegno al cambiamento democratico in Venezuela contro il regime di Maduro che affama e perseguita milioni di persone, molte delle quali di origine italiana. E poi siamo stati i primi, già in epoca di governo gialloverde, a denunciare il pericolo cinese. Quando gli USA hanno messo al bando Huawei abbiamo denunciato i rischi per la sovranità nazionale e la sicurezza dei nostri dati legati alla presenza del colosso cinese nel 5G. E quando Di ha sottoscritto il memorandum per la Via della Seta siamo stati molto critici sul rischio di appaltare al Dragone infrastrutture strategiche come i nostri porti. Lo abbiamo fatto nel nome dell’interesse nazionale ma immagino abbiano gradito.

Sulla Cina state andando pesanti…
“In queste ore abbiamo assistito a un’ingerenza vergognosa dell’Ambasciata cinese in Italia dopo un convegno organizzato da alcuni nostri parlamentari con il dissidente di Hong Kong, Joshua Wong. Grazie a questa iniziativa e alla scomposta reazione cinese per la prima volta la Farnesina è dovuta intervenire. Speriamo che anche questo possa servire a spezzare il filo rosso, è proprio il caso di dirlo, tra i Cinque Stelle e la Cina perché è pericoloso per la nostra sovranità nazionale”.

E i rapporti con l’Unione Europea, la Francia e la Germania?
“La polemica sul surplus commerciale tedesco ci unisce: è un problema sia per noi come italiani, sia per gli USA. Macron critica aspramente la NATO ma lo fa, ipocritamente, per accreditare il suo disegno egemonico per una Difesa europea a guida francese. Noi lo abbiamo fatto invece ad esempio quando in Siria la Nato e l’Occidente hanno combattuto per anni il nemico sbagliato lasciando campo libero all’Isis”.

Rimane il tema Russia… voi in fondo non siete mai stati ostili a Putin.
“Noi abbiamo apprezzato il lavoro dei russi contro il terrorismo islamico in Medio Oriente. E abbiamo criticato le sanzioni alla Russia che hanno comportato danni enormi alle nostre imprese. Più in generale credo che l’Occidente e l’Europa, nel loro e quindi nel nostro interesse, si dovrebbero porre il tema di non consegnare la Russia all’abbraccio mortale con la Cina o, più in piccolo, con la Turchia. Certo per farlo bisogna essere in due”.

E cosa c’è di vero su Salvini?
“Non mi permetto di guardare in casa d’altri. Ma posso dire una cosa su Fratelli d’Italia: l’attenzione internazionale nei nostri confronti sta crescendo. Ma tutti i nostri interlocutori sanno che tra l’interesse dell’Italia e quello di qualsiasi partner straniero per noi verrà sempre prima l’Italia. Probabilmente è anche per questo che ci stimano”.

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